ADDIO ADDIO TESOR MIO

Vincenzo Governale, nato il 2 febbraio 1898 a Corleone, sposato con figli, è militare a Cosenza. Conosce una bella ragazza, Anna Russo e fingendosi celibe si fidanza ufficialmente con lei.  Il vero scopo di Vincenzo, però, è quello di procurarsi dei soldi, per questo istiga la ragazza a rubare il contenuto del portafogli del patrigno, il calzolaio Giuseppe De Bonis.
La manovra però non riesce e De Bonis, dopo che Vincenzo va ufficialmente a casa per chiedere la mano di Anna, comincia a sospettare qualcosa e si va a informare al Distretto Militare. Scopre tutto e caccia il falso fidanzato da casa, intimando alla figliastra di interrompere la relazione. Ma il sentimento di Anna è più forte dei divieti e i due continuano a vedersi nonostante tutto.
A questo punto, Vincenzo, forse per vendicarsi, organizza con alcuni commilitoni una finta perquisizione domiciliare ai danni di De Bonis che, a sua volta, lo denuncia. I veri poliziotti trovano in camera di Anna alcune lettere che i due amanti si erano scambiati:
Vincenzo:
Gennaio 7-1-1920
Centilissima Signorina,
conquesta mia cara lettera vengo a darci notizia della mia buona saluti  epure listeso spero sentire di lei.
Anna:
Mio amato Vincenzino non puoi
sapere il dolore che provò il mio cuore Domenica mattina quando sei partito.
Ti giuro che lontano da te mi sento uscire matta. Volesse diventare un uccello per volerti venire a trovare.
Mio Vincenzo ricordati di me trevolte al giorno
la sera la mattina e a mezzogiorno
Rosa e la Rosa la viola e blù
e il giglio e candido come sei tu……..
leggi e taci
questi puntini son tanti baci
poso la penna chiudo il foglio apri il cuore e vogliami bene voglio assai assai
E sono la tua aff.ma Anna
Pronta risposta e buoni cose
Addio addio tesor mio
Al soldato Covernale Vincenzo
Commissione
Stazione Corigliano calabro
Provincia di Cosenza
Anna:
Mio adorato Vincenzino
Mi dici se mi adato colpi a vantieri sera nò mi adato Tu mi dici del caporal magiore che mio padre cia detto a lui, che mi vuole sposare con lui io non lo voglio mango se mi facesse regina ai capito? Vincenzino mio io ti amerò sempre davvero cuore Tu mi dici che la notte non dormi e penzi io Vincenzino, quella fotografia la notte la metto sotto il cuscino e sto sempre a baciarla Ti prego di non fare sapere niente anessuno che io ciò la tua fotografia ai capito, mi dici del porta foglio non dubita che quanto si riscorda le chiave della cassa io farò tutti i mezzi possibile, Vincenzino io non mi credo lora di mi cacciare davanti a questi occhi di bonsignuro ieri sera quando e venuta la mamma cià detto che ieri mattina io davo ragione a te e perciò mamma mia battuto e pure quando miminava io nella rabia ciò detto che io scappavo cosi arisposto scappatinni che poi ti farò arestare io ciò detto non mi importa sta mattina a detto alla mamma che lui estato un fessa che non mi importava niente che a mè non mi e figlia vera vuole fugire a mè non mi teressi non o altro che dirti Ricevi i più forti bacioni e sono la tua intimenticabile Annina
Ti prego questa lettera bruciarla che se lo sape qualche uno ci sono guai per me dice a Marietta che non dicessi niente anessuno ai capito, Addio Addio,
grandi bacioni
non dire niente che noi ci scrivimo
Ricordati di me tre volte al giorno
la sera la mattina e a mezzogiorno
Rosa e la Rosa la viola e blù
Il giglio e candido come sei tu………………
Legge e taci
questi puntini sono tanti baci
Vorrei diventare uccello per venirti
A vedere dove tu sei ai capito?
Saluti e bacioni forti forti
E mi dico la tua affez.ma
Annina
Dopo la denuncia, Anna è costretta a scrivere e firmare una dichiarazione:
  
Dichiarazione di Anna Russo
Io qui sotto scritta di chiaro che in una lettera ricevuta da Vincenzino Covernale col quale facevo la more in con data del 9  gennaio 1920 mi diceva di rubare il portafoglio al mio padre e darlo a lui che mi faceva una vesta di seta.
Io con un’altra lettera in data 10 gennaio 1920 le rispontevo non dubito che quanto lascia le chiave della cassa lo farò sparire.
La lettera del 9 gennaio detto la ricevette dalle mani di Marietta, che la stessa Marietta fu prima di me a legerla in mia presenza quando in casa mia mi trovavo sola.
Pochi giorni prima che ricevesse la lettera su detta Marietta mi disse piglia il porta Foglio di tuo padre che lo vuole Vincenzo altrimenti si zirra. Io le rispose si si quando mi capita lo piglio e lo do a lui.
In fede di quando sopra o scritto mi sotto scrivo.
Annina Russo fu Michele

Vincenzo se la caverà con un semplice trasferimento e Anna dovrà aspettare ancora qualcuno che la sposi per lasciare la casa del patrigno…[1]


[1] ASCS, Processi Penali.

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