LEZIONI PRIVATE

La mattina del 28 novembre 1937 fa freddo a Cosenza, ma nell’ufficio del Cavalier Enrico Gaspari, Sostituto Procuratore del re, la legna che scoppietta nella grande stufa di terracotta emana un bel calore. Sarà per questo che Annina Grande, 8 anni, è tutta rossa in viso?

Gli occhi del Magistrato sembrano severi mentre scrutano quelli della bambina, ma il tono della sua voce è amorevole, quando le chiede:

Piccirì… a scuola ci vai?

– Si!

– E che classe fai?

– La prima elementare.

– Me lo sai dire l’indirizzo di casa tua?

– Certamente, la conoscete la Via della Castagna? Al numero venti ci abito con la mia mamma!

– È sveglia sta picciriddra! Brava! E ti va di raccontarmi quella cosa?

Il rossore sul viso della bambina adesso sembra più intenso di quello del fuoco. Si gira verso sua madre come per chiedere il permesso ed al cenno affermativo comincia a raccontare, con la sincerità e l’ingenuità che solo i bambini hanno:

Da molto tempo vedevo venire in casa Donato… – si ferma, forse non ricorda il cognome, poi gli occhi le si illuminano e continua – Donato Manzi

– Ti faceva o diceva qualcosa? Ti accarezzava? – la interrompe il Magistrato.

Mi parlava ma non mi accarezzava mai… talvolta mi dava delle caramelle. Ah! Una volta sola ebbe a prendermi in braccio

– E poi?

Il 14 novembre, era festa, verso le otto mia madre era andata a comprare verdura ed io ero rimasta in casa. Ero sola quando entrò Donato, mi domandò se ero da sola ed io risposi di si, aggiungendo che mamma era andata in piazza. Accese al fuoco una sigaretta e dopo un po’ di tempo mi prese e mi collocò sul letto mio, poi mi invitò ad alzarmi la vesti, invece me le alzò lui e subito dopo mi mostrò il pisciarella… gettò dello sputo sul pisciarella volendomelo mettere in bocca. Io non volli e mi coprii col braccio la faccia… allora egli mi mise il pisciarella fra le gambe ed anche la cosa che serve per pisciare, cioè nella mia pisciarella. Mi fece dolore… poi si mise vicino alla porta e gli uscì una cosa bianca dal pisciarella e dopo ritornò vicino a me toccandomi il piccione col pisciarello

Il Cavaliere Gaspari ne ha sentite tante di storie come queste, ma ogni volta è come se una coltellata lo colpisse al cuore. È pallido, vorrebbe non sentire più niente, vorrebbe vomitare, vorrebbe avere tra le mani quell’uomo, ma il dovere è dovere e resta apparentemente impassibile.

– Ti ha detto qualcosa?

Mi disse che non dovevo dir niente a mamma perché se no mi avrebbe menata. Poi mi invitò a fare le lezioni e, mentre io facevo le lezioni, lui alimentava il fuoco col ventaglio. Quando venne mamma, egli continuò a far fuoco e poi se ne andò

– E poi?

– Poi, dopo tre giorni, sentendo bruciore, dissi a mamma quanto Donato mi aveva fatto

– E adesso ce la vediamo noi col signor Donato Manzi… – dice il Magistrato. Poi si alza, accarezza amorevolmente la bambina e saluta la mamma. Rimasto da solo nel suo ufficio scrolla la testa, prende il fazzoletto, se lo passa sugli occhi e poi bestemmia in silenzio mentre pensa: “un maestro! Un maestro che fa queste porcherie!”

Annina viene sottoposta a visita specialistica ed il perito conferma le tumefazioni sulle parti intime esterne, ma non conferma la penetrazione completa, l’imene è intatto. Il reato, a questo punto, non è più quello di violenta congiunzione carnale su minore degli anni 12, bensì atti di libidine violenta su minore degli anni 12, aggravata dalla qualifica di pubblico ufficiale ricoperta dal responsabile, reato previsto dagli articoli 519, 520 e 521 del Codice Penale, con pena da 3 a 10 anni di reclusione (art. 520) e da 1 a 5 anni (art. 521) se il reato, che come prevede il Codice Penale non è contro la persona ma contro la morale, è commesso da Pubblico Ufficiale.

Le tracce del processo si perdono e non sappiamo se ci fu o no condanna.[1]

È importante però sapere che la cosiddetta violenta congiunzione carnale cessa di essere un reato contro la morale solo con la Legge 15 febbraio 1996 (millenovecentonovantasei), n. 66 (Norme contro la violenza sessuale), che, tra l’altro, abroga i tre articoli in questione e sancisce, finalmente, che abusare sessualmente di un essere umano è un reato contro la persona.

 

Tutti i diritti riservati. ©Francesco Caravetta

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[1] ASCS, Processi Penali.