VENDUTA DA MIA MADRE

È la mattina del 16 novembre 1915. Nell’abitato di Serra Aiello tre donne stanno discutendo animatamente. Qualcuno da dietro le finestre ascolta interessato.

Vieni con me al bosco di Leone Fascetti per fare legna – ordina la quarantacinquenne Antonia Rogger a sua figlia Francesca Guzzo di 14 anni.
Non ci vengo, non siete padrona di me! – le risponde, sprezzante, la ragazza.
Mentre non sono padrona, vattene da qui!
Siete padrona di farmi lavorare onestamentel’onore mio deve essere pagato! – a questa risposta Antonia comincia a picchiare selvaggiamente sua figlia. Poi cava di tasca un coltello e glielo punta contro.
Si, l’onore di mia sorella deve essere pagato! – interviene Chiara, la figlia maggiore di Antonia, mettendosi in mezzo e le due se le danno di santa ragione. Alla fine Antonia ha un sopracciglio spaccato e Chiara due ferite da taglio alle mani. Mentre la madre abbandona il campo, Francesca le urla dietro:
Tu mi hai fatto disonorare, tu m’hai venduta,  ma il mio onore lo devi pagare!
Non è vero! Ti fai consigliare da Chiara! – le risponde la madre.
Si, è vero! non l’ho detto prima perché avevo paura che mi ammazzaste! – replica la ragazza.
Sulla scena compare Nicola Guzzo, marito e padre delle tre donne. Nicola è anziano ed è cieco. Brandendo nell’aria il suo bastone urla alla moglie:
Non hai risparmiato neppure questa povera Francesca, l’hai fatta stuprare dal tuo ganzo! Giustizia! Giustizia!
Che ne so se è andata sola in qualche luogo e ha commesso qualche cosa? Nunziato non è stato!
Non dubitare, madre, chè domani tu e qualche altro pagherete l’onore di mia sorella – continua Chiara.
In questo frattempo arriva una Guardia Municipale che ha sentito tutto e pone fine alla lite. Francesca, piangendo, gli si butta tra le braccia. La Guardia le mette una mano sulla spalla e la accompagna dal Sindaco, al quale la ragazzina, in lacrime, racconta una bruttissima storia:
Mia madre è in tresca da vario tempo, benché sposata, con Nunziato Conforti. Un giorno, circa due mesi fa, era il giorno di San Michele, mia madre mi condusse in campagna per raccogliere frasche. Mia madre si allontanò un poco per raccogliere frasche e ad un certo punto apparve Conforti con il fucile in spalla e mi disse: “Mi devo congiungere carnalmente con te, l’ho già detto a tua madre…”. Io gli risposi di no e mi misi a scappare ma egli mi raggiunse e mi buttò a terra. Mi misi a gridare e piangere. Accorse mia madre che mi prese per le braccia mentr’ero a terra. Conforti mi scoprì e si congiunse carnalmente con me, deflorandomi. Io piangevo. Mia madre, dopo che Conforti finì l’operazione e io mi fui alzata, mi percosse perché piangevo. Mi minacciarono che mi avrebbero ammazzato se avessi parlato e io non dissi nulla. Dopo di allora per altre otto volte la madre mia mi ha fatto coricare nello stesso letto in cui essa dormiva col Conforti e mi ha fatto congiungere con costui. Io sempre gridavo e protestavo ma i due mi minacciavano e con la forza Conforti si congiungeva con me. Una sera io ero andata a letto con mia sorella Chiara, la quale abita con mio padre, venne mia madre e mi disse di andare alla casa sua; io mi rifiutai ed essa mi percosse, quindi mi afferrò per i capelli, mi prese nelle sue braccia e mi portò alla sua vicina casa; ivi mi posò sul letto ov’era già Conforti il quale si congiunse con me, malgrado il mio rifiuto. Io mi ero messa a piangere, mia madre mi percosse e io dovetti cedere… L’ultima volta avvenne la notte dal 14 al 15, ieri notte. Conforti si congiunse con me quattro volte. Mia madre, coricata nello stesso letto assisteva alla scena. Stamattina mi volevano condurre a prendere frasche ma io mi sono rifiutata… prima ci ha scacciate da casa sua e poi ci voleva scacciare anche dalla casa di mio padre che è di fronte alla sua…
Ascoltate le parole strazianti di Francesca, il Sindaco ordina alla Guardia Municipale di andare ad arrestare i due amanti, poi si mette in contatto col Pretore di Aiello per le incombenze legali del caso.
Francesca, ragazzina gracile, viene subito fatta visitare dal dottor Lorenzo Giannuzzi il quale rileva che le grandi labbra si presentano flosce e lasciano vedere quasi completamente le piccole labbra, le quali sono avvizzite. Osservato l’orifizio vaginale, non riscontro traccia della membrana imene. Nell’ostio vaginale si riscontra, specie nella parte inferiore, un’irritazione per cui la suddetta parte si presenta di colorito più rosso della restante parte dell’ostio. Da quanto sopra, desumo che la Guzzo sia deflorata. Introdotto il dito indice in vagina, questo entra con la massima facilità non incontrando nessuna resistenza nelle pieghe vaginali. Ritengo perciò che la deflorazione sia avvenuta da più tempo e probabilmente da un paio di mesi. Più o meno il periodo nel quale Francesca colloca la prima violenza.
Si presentano molti testimoni che raccontano ciò che hanno visto e sentito la mattina del 16 novembre. Si presenta anche un amico di Nunziato Conforti, Francesco Fascetti, che racconta:
Da circa un mese si è sparsa la voce in Serra Aiello che Nunziato Conforti, d’accordo con la sua concubina Antonia Rogger, avesse avuto relazioni carnali con la figlia di costei Francesca. Essendo venuto da me il Conforti a parlarmi per una partita di vino, io gli dissi ciò che si diceva in paese. Egli mi rispose: “io non ne so niente, saranno stati i nipoti del parroco Bruni a disonorarla”. Io replicai: “Ma che andate contando? Quelli sono ragazzi, hanno 14 o 15 anni e nulla si è mai detto a carico loro!” e lui non insistette più sui nipoti del parroco di Serra. Domandai poi al Conforti quali quistioni avessero avuto la Rogger con l’altra figlia Chiara. Domandai ciò perché avevo visto un giorno prima la Rogger che aveva l’occhio sanguinante e dal pubblico avevo saputo che l’aveva percossa Chiara. Conforti mi narrò: “La Rogger mi aveva promesso di farmi congiungere con Chiara. Si era rimasti che io avrei preparato con la Rogger una sera una cenetta cui avrebbe partecipato Chiara; che poi la Rogger se ne sarebbe andata e avrebbe lasciati me e Chiara soli. La cena ci fu; la Rogger aveva chiamato Chiara ed entrambe avevano cominciato a mangiare. Però, appena entrai io, Chiara capì, buttò i piatti fuori e scappò. La mattina seguente madre e figlia vennero alle mani…”
I due amanti, interrogati nel carcere mandamentale di Aiello Calabro, si difendono:
Non è vero! non è vero che io, d’accordo con la mia concubina Antonia Rogger, abbia a viva forza stuprato sua figlia Francesca nel bosco di Fascetti – attacca Conforti –, né è vero che in seguito io mi sia congiunto con la ragazza nella casa in cui convivo con la madre… non so perché mi accusi, né so chi l’abbia deflorata… chiedo la libertà provvisoria
– Si vedrà… intanto che mi dite della cenetta con Chiara e delle accuse fatte ai nipoti del parroco? Ce lo ha raccontato il vostro amico Francesco Fascetti…
– Che è vero solo in parte… è vero che mi disse delle voci che circolavano in paese e ammetto di avere incolpato i nipoti del parroco, ma era una supposizione in quanto sapevo che l’altra figlia, Chiara, bazzicava in casa del parroco… non è vero, invece il fatto della cenetta…
Non è vero che io mi sia messa d’accordo col mio ganzo Nunziato Conforti e nel giorno di San Michele, cioè il 29 settembre, abbia condotto mia figlia nel bosco di Fascetti e qui si sia fatto trovare Nunziato e la stuprò con il mio aiuto! – protesta Antonia –  Non è vero che altre otto volte io, nella casa in cui convivo col Conforti, abbia di notte fatto congiungere costui con mia figlia. Francesca e Chiara mi hanno accusato a torto perché il 13 sera esse vennero a quistione con me e ci percuotemmo. Ciò avvenne perché esse mi parlavano male del Conforti, dicendo che io non dovevo avere più relazioni con lui, dimenticando che da circa otto anni il Conforti, donandomi ceci, faggiuoli ed altri prodotti di campagna è venuto in aiuto mio e della mia famiglia, dove tutto io portavo, mentre da due anni mio marito è cieco ed io lo sposai, or sono 16 anni, già affetto da cataratte. Se fosse stato vero ciò che ora dicono le mie figlie, avrebbero denunziato prima i fatti
– E della cenetta con Chiara?
– Quale cenetta? Non ne so niente…
– Nunziato ha raccontato della cenetta a Francesco Fascetti e questi lo ha raccontato a noi e anche vostra figlia Chiara ha confermato tutto…
– Mentono!
Il Pretore mette a confronto Francesca con i due amanti. La ragazzina, che adesso si sente al sicuro, ribadisce fermamente tutte le accuse con dovizia di particolari, mentre essi si sono limitati semplicemente a negare.
Passano 5 mesi. Il 10 aprile 1916 il Procuratore del re di Cosenza formula le sue richieste: Indubbiamente si è in presenza di un reato di violenza carnale continuata di cui va dato carico al Conforti Nunziato, non potendosi negare che egli abbia messo a profitto per le sue prave voglie quella autorità e quei rapporti domestici che in casa della Rogger, di cui era il ganzo, esercitava a dismisura; mentre nei rapporti della Rogger predetta il reato di cui esse deve rispondere è di correità o cooperazione immediata, coll’aggravante speciale, tanto per lei che per il Conforti, del simultaneo concorso di persone. Sembra un po’ troppo poco per una madre che “vende” la propria figlia, per giunta minorenne.
La Sezione d’Accusa non ha nulla da eccepire e, il 15 giugno 1916, rinvia entrambi gli imputati al giudizio della Corte d’Assise di Cosenza dove, il 25 aprile 1917, si apre il dibattimento.
Ma nel frattempo c’è una novità sconcertante: Nicola Guzzo, il padre di Francesca e di Chiara, fa scrivere al Procuratore del re: Il reato che si è voluto attribuire alla povera moglie è assolutamente insussistente e siccome la Rogger non è stata mai implicata, prego la S.V.Ill.ma di volersi benignare accordargli la libertà provvisoria. Serra Ajello li 26 ottobre 1916.
Il dibattimento scorre senza sorprese e la giuria, il pomeriggio stesso può emettere la sentenza. Pur ammettendo che, il 29 settembre 1915 e per altre otto volte nei mesi successivi, qualcuno ha violentato Francesca Guzzo, alla domanda se questo qualcuno risponde al nome di Nunziato Conforti, i giurati rispondono di no, non è stato lui a stuprare Francesca. E se non è stato lui è evidente che Antonia Rogger non può essere stata sua complice. Tutte le altre domande sono superflue. Il Pubblico Ministero insorge e vorrebbe che la giuria si esprimesse sui reati ipotizzati in via subordinata, quella di lenocinio per Antonia Rogger e di corruzione di minorenne per Nunziato Conforti, ma non c’è niente da fare, il guaio è stato fatto durante la redazione del questionario da sottoporre alla giuria, quando il Pubblico Ministero aveva proposto in subordine, nel caso in cui la giuria avesse negato il fatto materiale dello stupro, i due reati minori, richiesta che andava fatta in subordine alla eventuale assoluzione dei due per i reati principali. Ma la giuria ha stabilito che stupro ci fu, anche se non si sa da chi fu commesso e quindi i due amanti non possono essere giudicati nemmeno per le ipotesi di reato subordinate. Così delibera il Presidente della Corte. Un arrovellamento inestricabile per i profani.
Comunque il Procuratore del re di Cosenza, Filippo Coscarella, ricorre in Cassazione cercando di riparare all’errore fatto.
Nemmeno a parlarne, anche nel ricorso c’è un errore perché il Pubblico Ministero limitò il ricorso alla sentenza di proscioglimento, dimenticando nella sua impugnazione l’Ordinanza Presidenziale da cui sarebbe derivata l’inosservanza della legge. Il ricorso è inammissibile. È il 3 luglio 1917.[1]
Antonia Rogger e il suo ganzo sono definitivamente liberi.


Tutti i diritti riservati. ©Francesco Caravetta

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[1] ASCS, Processi Penali.

 

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