SOSPENDA IL MADREMONIO

Amalia, diciassettenne di Donnici, è fidanzata con Santo Scornaienchi. Vogliono sposarsi e hanno anche fissato la data del matrimonio quando Santo riceve una lettera anonima…
Caro Amico,
con breve parole ti fò conoscere che si veramente vuoi essere  chiamato uomo di onore sospenda il madremonio perché tua promessa si trova ingravida di 7 mesi di Giovannino De Marco e sene parla pubblicamente tua sorella e innocente unita tua cognata e quanto o sentito che sabato ti sposi mi e giunto proprio il mio animo di scriverti e per non essere passato cornuto. Attè ti burlano come ti vedono di cendo che ammalata non e vero e te ne prego
Dopo lo scombinamento del matrimonio con Santo, Amalia aspetta sotto casa Giovanni De Marco, detto pillipilli”, e gli dice chiaro e tondo che adesso se la deve sposare, ma Giovanni comincia a traccheggiare e inventa mille scuse. All’improvviso Amelia si china, mette una mano sotto l’ampia gonna, estrae una scure all’americana e si lancia contro l’uomo ferendolo a un braccio.
Lui la denuncia, ma dopo un paio di mesi si presenta in Tribunale per rimettere la querela – Come mai? – gli chiede il cancelliere – quando sei venuto a denunciarla volevi paglia per cento cavalli… – termina con un sorrisetto ironico
– Ecco… – risponde, imbarazzato, porgendogli un foglio. Il cancelliere lo legge, solleva lo sguardo, si alza e gli dà una sonora pacca sulla spalla
– Auguri e figli maschi!
– Gra… grazie!
Giovannina e Amalia si sono sposati il giorno prima…[1]

 

[1] ASCS, Processi Penali

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