LE CENERI DEI TRAPASSATI

Il 2 febbraio 1874 il Pretore di Grimaldi riceve un esposto che denuncia un fatto tanto insolito quanto grave:

Signore,

Luisa Vetere De Simone, tanto nella qualità propria che qual madre ed amministratrice dei beni dei suoi figli minori, e Giuseppe De Simone espongono quanto appresso:

gli esponenti posseggono in questa Chiesa Parrocchiale una tomba di loro esclusiva pertinenza perché di famiglia. Ora, nel giorno primo del corrente febbraio, è piaciuto alla nominata Maria Saccomanno, alias La Banca, di scoperchiarla facendovi seppellire un cadavere. In questa guisa ha violato la santità delle tombe, insultando le ceneri dei trapassati.

Di tutto ciò i dichiaranti intendono esporre formale querela contro la detta Saccomanno, con l’espressa riserba di costituirsi parte civile ed ogni altra azione, tanto contro di lei, quanto contro qualche altro complice.

Assegnano per testimoni:

i sagristani Francesco Giardino e Pasquale Milinazzo; Maria Conci Vroscia.

Mai sentita una cosa del genere!

Il Pretore non perde tempo e convoca per primo il settantatreenne sagrestano Francesco Giardino per capire cosa è accaduto:

Avvi nella chiesa parrocchiale di questo Comune una tomba di proprietà Rolli. Nel coperchio di questa tomba sta scritto proprietà famiglia Rolli. Nel giorno primo del corrente febbraio presentavasi a me Maria Saccomanno, una parente dell’estinto, e mi disse che scoperchiassi quella tomba e che nella stessa ponessi il cadavere di Francesco Rolli fu Ignazio. Io risposi negativamente avendo inteso per lo passato che quella tomba era stata comprata dalla famiglia De Simone. La detta Saccomanno allora mi disse di avere avuto permesso dalla detta famiglia De Simone e fu allora che, dietro questa assicurazione, ho scoperchiato la tomba e ho introdotto nella medesima il cadavere suddetto. Presenti, tanto alle dichiarazioni della Saccomanno, quanto al seppellimento del cadavere, si trovavano Pasquale Milinazzo, Maria Conci Vroscia, nonché Teresa Russo e Rosa Inglise da Grimaldi. Altro non posso dirvi e quanto dissi è la precisa verità. Faccio presente, poi, che il Rolli seppellito era figlio di Ignazio, in quel tempo proprietario della tomba.

Il mistero si infittisce. Chi è il vero proprietario della tomba?

Intanto Maria Conci Vroscia si tira fuori affermando di non essere stata presente al seppellimento e di avere appreso il fatto dalla famiglia De Simone. Teresa Russo dice che non è lei ad essere stata citata, ma qualcuna delle sue omonime. Presenti erano invece Francesco Mauro, assistente becchino, e Rosa Inglise, che, parola più o parola meno, confermano il racconto del sagrestano e la Inglise precisa:

Mi trovavo nella chiesa parrocchiale nella quale avevano portato il cadavere di Francesco Rolli. Intesi che il sagrestano Giardino volea portare quel cadavere nella tomba comune, ma a ciò si oppose Maria Saccomanno, la quale volea che fosse collocato nella tomba della famiglia Rolli, al che si oppose Giardino, sapendo che apparteneva a De Simone.

Nella mattina del primo febbraio in mia casa venne il sagrestano Francesco Giardino, il quale mi avvertiva che nella chiesa parrocchiale avevano portato il cadavere appartenente alla persona di Francesco Rolli e che egli voleva seppellirlo nella tomba comune, quando Maria Saccomanno si oppose dicendo che quel cadavere andava seppellito nella tomba della famiglia Rolli – ricorda la querelante Luisa Vetere, che continua –. A ciò si oppose il sagrestano perché sapeva che la tomba della famiglia Rolli era stata comprata dalla famiglia De Simone ed avea avuto la proibizione di seppellire in quella tomba alcun cadavere estraneo alla famiglia De Simone. Fu in quell’incontro che la Saccomanno disse al sagrestano che ella avea ricevuto permesso di seppellire il cadavere di Francesco Rolli nella tomba dei De Simone dal Signor Don Giuseppe De Simone. Fu allora che, sentendo tali fatti, il sagrestano seppellì in quella tomba Francesco Rolli. Appena venni a conoscenza di questo fatto diedi incarico a Giuseppe De Simone, mio cognato, di stendere la querela per la violazione della tomba.

– Ma la tomba è dei Rollo o dei De Simone? Avete un documento che attesti la proprietà? – le chiede il Pretore.

A prova della proprietà vi presento in copia il documento di acquisto, portante la data 12 gennaio 1861, svolto tra il defunto mio marito ed il pure defunto Francesco Rolli, pronta ad esibire l’originale, quante volte l’Autorità lo credesse opportuno – termina, consegnando il documento al Pretore, che lo legge ad alta voce:

L’anno milleottocentosessantauno il giorno dodici gennaio in Grimaldi.

Colla presente scrittura sinallagmatica, redatta in doppio originale e da valere come se fosse pubblica, noi qui sotto scritti D. Grabiele De Simone di D. Francesco, di professione medico e D. Francesco Rollo fu Ignazio, di professione galantuomo, ambo domiciliati in Grimaldi, siamo divenuti a Stipulare e conchiudere quanto segue

Articolo primo. Io francesco Rollo fu Ignazio vendo, cedo ed alieno a favore del Signor D. Grabiele De Simone ogni diritto, ragione ed azzione che vanto sul Sepolcro tra noi in comune, sito in questa chiesa Parochiale di Grimaldi, sotto il titolo di S. Pietro e Paulo, e che propriamente trovasi ai piedi dello Altare della Adolorata, quindi da ora in poi lo stesso è passato in pieno dominio di esso Signor De Simone, in forza della presente vendita ed a me pervenuta per dritti ereditari, che dal momento restano venduti, ceduti ed alienati al detto Signor De Simone.

Articolo secondo. La presente vendita si è fatta per il prezzo di docati otto, così fra noi bonariamente convenuto e pattuito e che dichiaro avermi ricevuto in monete di argento corenti in regno, dichiarando di non avere altro a pretendere.

Io Grabiele De Simone mi dichiaro contento della presente compra.

Della presente scrittura se ne sono fatti due originali, uno dei quali è rimasto in mano del complatore Signor De Simone e laltro è rimasto in mano di me venditore, Signor Francesco Rollo, che di proprio carattere ho scritto i cennati originali.

Io Francesco Rollo fu Ignazio vendo, cedo ed alieno come sopra.

Seguono le firme, i timbri e i dati della registrazione all’Ufficio del Registro del Circondario di Grimaldi.

Sembra tutto chiaro ma il Pretore vuole approfondire, hai visto mai che si è trattato di un equivoco, un malinteso. La prima cosa da fare sarebbe sentire la versione di Maria Saccomanno, ma la cosa non viene nemmeno presa in considerazione. Piuttosto, il Pretore preferisce richiamare i testimoni e sentirne altri, senza cavare un ragno dal buco. Poi la questione diventa un’altra: perché non sono stati rispettati i tempi imposti dalla legge per la sepoltura ed è stato fatto tutto in mezza giornata?

Dopo poco più di un mese dal pasticcio, arriva al Pretore la nota di risposta del Sindaco di Grimaldi, nella quale sono riportate informazioni che potrebbero contribuire alla risoluzione del caso:

Riscontrando il foglio di V.S. e risguardante la inumazione dell’estinto Rolli Francesco di qui, sono a dichiararle quanto segue. È un fatto che lo stesso Sig. Rolli cessava di vivere nel dì primo febbrai e che l’immediata sepoltura nello stesso dì fu autorizzata dallo scrivente e ciò per triplice considerazione. 1. Perché lo stesso fu affetto da lunghissima organica malattia; 2. Perché non risultava nessun segno od indizio di violenta morte e 3. Perché si sospettò che il medesimo fosse infetto di vaiuolo e morendo in un vicinato ove diverse furono da contagioso morbo attaccati. Ecco perché, in virtù della facoltà degli articoli della Legge sulla sanità se ne dispose la inumazione in via d’urgenza. In quanto poi riguarda l’eseguito seppellimento in questa Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, debbo manifestarle che questo Comune non ha per ancora costruito un Camposanto e poiché tutte le famiglie hanno le tombe in tale locale, per uso e consuetudine secolare, i cadaveri vengono in questo luogo seppelliti. Infine, Le fo conoscere ignorarsi dal sottoscritto se il cadavere fu trasportato in cassa mortuaria, ma da notizie attinte gli risulta che, attesa la misera condizione finanziaria in cui vivea l’infelice estinto, non era della sua portata farsene costruire una per non esservene delle pubbliche, ma che la rispettiva bara fu coperta da un decente panno.

Che sia stato tutto causato dalla fretta di seppellire quel cadavere in odore di vaiolo? Il Pretore continua ad indagare e alla fine relaziona al Pubblico Ministero confermando quanto si è finora accertato e cioè che la salma di Francesco Rollo è stata tumulata nella tomba della famiglia De Simone senza alcuna autorizzazione.

Cosa accadrà adesso? Accade che il Pubblico Ministero si fa una bella risata e scrive al Giudice Istruttore:

Letti gli atti che precedono, poiché il fatto non costituisce reato, CHIEDE che il Sig. Giudice Istruttore ordini non farsi luogo a procedimento penale contro Maria Saccomanno.

Cosenza, addì 4 marzo 1874.

Il 25 marzo successivo il Giudice Istruttore emette la sentenza:

Attesoché nel fatto di che è parola non si riscontrano gli estremi del reato, uniformemente alla requisitoria del Pubblico Ministero, DICHIARA per inesistenza di reato non farsi luogo a procedimento penale contro Maria Saccomanno.[1]

Ma a noi resta una domanda: dove è stata seppellita la salma di Francesco Rollo? È rimasta nella tomba ceduta ai De Simone o hanno trovato un posto nella fossa comune?

[1] ASCS Processi Penali.