QUATTRO ANNI DI “ANTICHI DELITTI”

E così siamo arrivati al quarto compleanno di
Antichi Delitti. Sono stati quattro anni con molti alti e qualche basso. Gli
alti (molti):
– quasi 400 storie pubblicate da me e dagli amici
che, di tanto in tanto, mi onorano della loro firma: Nunzia Procida, Cinzia
Altomare e Matteo Dalena.
– Cinque libri pubblicati: “I caminanti –
quando gli zingari rubavano galline”; “Antichi Delitti 1”; “Fantastic recipes
and tattoos of historic calabrian mafia”; “Il patto infame – l’antica mafia
della riviera dei cedri”; “Antichi Delitti vol.2”.
– Circa 2.000.000 di contatti da tutto il mondo.
– Il Premio Internazionale “Giovanni Losardo” –
sezione autori.
– L’inserimento nel Comitato Scientifico dell’ “Osservatorio
Falcone – Borsellino”.
– La rassegna teatrale “Antichi Delitti” al teatro “Officina
delle Arti”
– La rassegna “Delitti nei dintorni”.
– La rassegna “I racconti della Vrascera”.
 La
presentazione del lavoro e della metodologia di ricerca di Antichi Delitti al
XXX Congresso Nazionale della “Società Italiana di Criminologia” con la relativa
pubblicazione nella rivista “Rassegna Italiana di Criminologia”.
 – Nessuna
querela, a dimostrazione della inattaccabilità del lavoro fatto.
– Le fantastiche persone che ho conosciuto e con le
quali ho collaborato: Gabriella Salfi e Michelangelo Russo (il mio team
giuridico), Deborah Bottino, Luca Chianelli, Giovanni Cicchitelli, Eduardo
Tarsia e tutta la sua compagnia di attori (Officina delle Arti), Nunzia Procida
(la mia criminologa che scrive sempre prefazioni e postfazioni ai miei libri), Giovanni
Canadè (un editor fantastico e Direttore Editoriale della casa editrice
Teomedia, che mi pubblica), Pasquale Biafora (un editore serio, illuminato e tanto
coraggioso da fidarsi di me),  Anthony W.
Calabrese (il mio grafico e consulente per il web). Inoltre non posso
dimenticare Arcangelo Badolati che mi è sempre vicino.
Ma non è finita qui. Ci siete voi lettori, senza
cui tutto questo non avrebbe senso. E ci sono alcuni lettori particolari: mi
riferisco a quelle persone (che non vogliono essere nominate) che mi hanno
segnalato i loro casi familiari e con le quali abbiamo pianto insieme, senza
vederci perché nascosti dietro lo schermo del computer, scoprendo orrendi
segreti .
– E tutto questo non sarebbe stato possibile senza la
puntuale, competente e amichevole collaborazione dell’Archivio di Stato di Cosenza,
di Catanzaro e di Reggio Emilia.
I bassi:
– Le mie continue crisi di coscienza e di rigetto.
Grazie a tutti, finché durerò, finché dureremo…

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